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La employee experience come priorità per i leader delle risorse umane

Nell’ultimo anno si è parlato tantissimo degli effetti della pandemia sulle aziende e sulle organizzazioni. Fra i tanti temi affrontati, quello che ci sta più a cuore è sicuramente il benessere dei dipendenti, soprattutto in questo momento così particolare e difficile da gestire.

Che cos’è la employee experience

Jacob Morgan, autore del saggio “The Employee Experience Advantage”, definisce la employee experience come una delle macro-aree di investimento per le imprese di tutto il mondo che vogliono continuare a crescere e restare rilevanti perché, semplicemente, hanno nel loro staff i talenti migliori e i manager più capaci. 

In altre parole è l’esperienza del dipendente e il rapporto che questo intrattiene con l’organizzazione in cui lavora, dalla fase di recruiting alla fine del rapporto lavorativo. È un’iniziativa strategica che ha l’obiettivo di migliorare l’esperienza dei lavoratori in azienda, ed è inutile dirvi quanto sia fondamentale avere dipendenti felici e soddisfatti per attirare nuovi talenti.

La situazione attuale

Nell’era dello smart working è sempre più difficile riuscire a trovare un equilibrio fra il lavoro e la vita privata, fra la produttività e la flessibilità, e al momento chi si occupa delle risorse umane è impegnato a motivare i dipendenti in maniera efficace ed efficiente.

videochiamata di lavoro

D’altro canto, però, la maggior parte delle iniziative dedicate a questa tematica è relativamente immatura. Lo conferma lo studio “Close the Employee Experience Gap” condotto da Forrester Consulting per conto di Sap, Qualtrics e EY che ha coinvolto su base globale circa 900 responsabili delle risorse umane ed altrettanti lavoratori a tempo pieno, tra cui anche professionisti italiani.

Allo stesso tempo però, il numero di responsabili delle risorse umane che ritiene l’esperienza dei dipendenti l’aspetto più importante della loro strategia è quasi triplicato negli ultimi due anni e con esso anche il budget destinato a programmi di employee experience, che è quasi raddoppiato.

Il cambiamento a cui è chiamata l’organizzazione nel suo complesso è dunque strategico soprattutto perché solo le aziende che saranno in grado di investire in employer experience otterranno maggiori benefici per il proprio ecosistema (dipendenti, clienti, fornitori) e per la loro crescita.

Ragazza bionda sorride davanti al computer

Non è dunque un caso che il 78% degli Hr manager intervistati sia convinto del fatto che, entro due anni, l’esperienza delle persone sarà uno dei fattori determinanti per conseguire gli obiettivi di business.

La sfida per chi si occupa di risorse umane

Appurato che l’employer experience sarà un fattore determinante nei prossimi anni, visto anche il ricorso al lavoro agile, è opportuno intervenire e risolvere, ad esempio, la mancanza di supporto da parte dei vertici aziendali, i meccanismi di feedback incoerenti, e i disallineamenti tra le divisioni Hr e i dipendenti.

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